La società di ricerche di mercato Memoori ha appena pubblicato la terza edizione di un rapporto sull'Intelligenza Artificiale negli Edifici Commerciali Intelligenti, che si presenta come una valutazione rigorosa e indipendente dai dati riportati dai fornitori. Nel report sono analizzati 69 casi d'uso dell'IA, in 12 distinti ambiti applicativi. Ecco cosa emerge.
Il divario nell'adozione dell'intelligenza artificiale
Nel 2024, gli investimenti aziendali in IA hanno raggiunto i 252,3 miliardi di dollari a livello globale L'ondata di entusiasmo per l'IA è enorme. Ma ecco il punto: ben poco di tutto questo si sta traducendo in modo significativo nella gestione degli edifici commerciali. All'interno del settore edile, il quadro dell'adozione è deludente. Un sondaggio di JLL su oltre 1.000 professionisti del settore immobiliare commerciale ha rilevato che il 92% sta attualmente sperimentando o pianificando l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ma solo il 5% sta raggiungendo gli obiettivi prefissati. Il rapporto CRE Outlook 2026 di Deloitte, basato su un campione di 850 dirigenti di alto livello in 13 Paesi, mostra che la percentuale di coloro che hanno segnalato un "impatto trasformativo" dell'IA è crollata dal 12% all'1% in un solo anno, mentre quella di coloro che hanno evidenziato criticità nell’implementazione è quasi raddoppiata, raggiungendo il 27%.
Nonostante le funzionalità dell'intelligenza artificiale stiano accelerando a un ritmo vertiginoso, tradurre tutto ciò nel mondo fisico – come il controllo autonomo degli impianti HVAC o la gestione multi-sistema degli edifici – ha un passo molto più lento rispetto ai domini puramente digitali.
Il divario nei dati sul risparmio energetico
Uno dei contributi più importanti del rapporto è l’analisi incrociata delle verifiche di risparmio energetico derivanti dall'intelligenza artificiale, basata su oltre 40 studi indipendenti che coprono più di 14.000 siti esaminati. I risparmi energetici derivanti dall'IA, dichiarati dai fornitori, si attestano in genere tra il 20% e il 50%; valutazioni indipendenti su larga scala rilevano invece risparmi tra il 3% e il 15%. %. Il programma Real-Time Energy Management di NYSERDA, la più grande valutazione indipendente fino ad oggi, che ha coinvolto 654 siti, ha rilevato che i risparmi dichiarati dai fornitori erano circa il doppio di quelli confermati dalle misurazioni indipendenti. Gran parte di ciò che viene etichettato come “risparmio derivante dall'IA” si rivela dovuto ad altri tipi di interventi, e non alla componente di intelligenza artificiale in sé. Per chiunque acquisti questi servizi, tale distinzione è di fondamentale importanza.
Dove sta effettivamente creando valore l'intelligenza artificiale?
Eppure, nel report di Memoori, che classifica 12 ambiti applicativi, in base a cinque dimensioni trainanti del mercato e tre categorie di ostacoli (tra queste, la normativa), solo un ambito si colloca al livello più alto, quello dei "pronti per l'implementazione su larga scala": proprio la gestione e l'efficienza energetica. Ma anche in questo caso, i dati rivelano una gerarchia critica dei risultati. I dashboard passivi offrono un risparmio di circa il 2-3%; il rilevamento dei guasti circa il 9%, mentre un vero e proprio controllo di supervisione autonomo raggiunge il 12-13% nei programmi valutati in modo indipendente. La differenza tra allertare il facility manager di un guasto e correggerlo in modo autonomo non è marginale. L'ambito della gestione energetica si sta inoltre espandendo per includere edifici commerciali interattivi con la rete, centrali elettriche virtuali (VPP, Virtual Power Plants), integrazione della ricarica dei veicoli elettrici e, aspetto cruciale, misurazione e verifica automatizzate. Subito dopo, nella classifica di Memoori, troviamo sostenibilità e conformità, sicurezza e controllo degli accessi e manutenzione predittiva.
Altri highlight
Secondo Memoori, l'ostacolo più sottovalutato all'IA negli edifici commerciali non è né la complessità del modello né il costo del cloud, bensì la predisposizione dei dati. Nelle implementazioni documentate, fino al 75% degli sforzi e del budget di progettazione è destinato a rendere i sistemi edilizi esistenti comprensibili al livello di analisi, non all'IA stessa.
Un altro rischio, in gran parte trascurato, emerge invece sul fronte assicurativo. A partire da gennaio 2026, negli Stati Uniti le clausole standardizzate ISO introducono esclusioni assolute per l'IA, relative a lesioni personali e danni materiali derivanti da sistemi di apprendimento automatico. Maggiore è il controllo autonomo concesso all'IA, maggiore sarà il potenziale divario di copertura.
https://memoori.com/artificial-intelligence-in-commercial-buildings-2026/
Stime e previsioni nell’ultimo rapporto di Grand View Research